Παρασκευή 6 Νοεμβρίου 2026

Israele, terremoto politico: il partito ultraortodosso rompe l'alleanza trentennale con Netanyahu È la fine di un'era per la politica israeliana. Il partito ultraortodosso United Torah Judaism (UTJ - Ebraismo Unito della Torah) ha deciso di non indicare alcun candidato alla guida del prossimo governo durante le consultazioni con il presidente Isaac Herzog, negando così il suo storico sostegno al premier uscente Benjamin Netanyahu. La notizia, battuta questa mattina da tg24.sky.it e da tutte le agenzie, è arrivata nel secondo giorno di consultazioni al Beit HaNassi di Gerusalemme, giovedì 5 novembre 2026. La rottura storica UTJ non è un partito qualsiasi per Netanyahu. È il suo alleato più fedele da tre decenni, presente già nel suo primo governo nel 1996. Il partito, alleanza tra due anime ultraortodosse ashkenazite - Degel HaTorah, espressione degli ebrei lituani con 4 seggi, e Agudat Yisrael, componente chassidica con 3 seggi - fa parte della coalizione uscente e ne è stata la stampella per anni. Stamattina la delegazione di Degel HaTorah ha detto a Herzog: "Non siamo vincolati ad alcun blocco". Una frase che a Gerusalemme vale come una dichiarazione di divorzio. Con questa scelta, salgono a 56 i parlamentari che raccomandano il leader dell'opposizione Gadi Eisenkot (Yashar), dopo che anche gli 8 deputati di Ra'am, partito arabo, hanno appoggiato il rivale di Netanyahu. Perché ora? La questione della leva Dietro la rottura c'è la ferita più profonda tra Stato laico e mondo haredi: l'esenzione dal servizio militare. Tutto è esploso a luglio 2024, quando la Corte Suprema israeliana ha stabilito che non è più legalmente permesso esentare in massa gli studenti delle yeshiva, le scuole rabbiniche ultraortodosse, dalla leva obbligatoria. Per i partiti ultraortodossi è una linea rossa invalicabile. Per l'esercito, impegnato su più fronti, è una questione di equità e di numeri. Netanyahu ha cercato di mediare per mesi, ma a luglio 2025 sia UTJ che Shas, l'altro grande partito ultraortodosso sefardita, hanno lasciato la coalizione, continuando solo a sostenerla dall'esterno. Oggi quel sostegno esterno è venuto meno. Netanyahu sempre più solo Senza UTJ, la strada di Netanyahu verso un nuovo governo diventa quasi impossibile. Per 30 anni il suo Likud ha costruito le maggioranze proprio sull'alleanza tra destra nazionalista, destra religiosa e ultraortodossi. Ora quel blocco si è frantumato. I partiti di Itamar Ben Gvir restano con lui, ma non bastano. La mossa di UTJ apre la porta a un governo di unità guidato da Eisenkot, l'ex capo di Stato Maggiore visto come figura moderata e dialogante. Il presidente Herzog continua le consultazioni. Ma il messaggio politico è già chiarissimo: quando anche i tuoi alleati storici di una vita smettono di pronunciarsi per te, la tua era politica sta finendo.

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