Τετάρτη 23 Σεπτεμβρίου 2026

LULA HA DATO LA RISPOSTA CHE TRUMP DOVEVA SENTIRE Complimenti a Lula. Questa volta ha parlato chiaro e ha detto quello che tanti leader hanno paura di dire. Trump non è il leader del mondo. È il presidente degli Stati Uniti. Non può pensare che tutto il mondo debba obbedire a quello che decide lui. Lula ha avuto il coraggio di ricordarglielo: ogni Paese ha la propria sovranità e nessuna grande potenza può comportarsi come se avesse il diritto di governare gli altri Paesi. E sulla Venezuela Lula ha posto una domanda semplice: se Maduro ha commesso dei crimini, deve essere giudicato, ma non può essere un altro Paese a decidere unilateralmente il destino di una nazione. E poi Lula ha ricordato Saddam Hussein: dove sono finite quelle armi chimiche che erano state indicate come una delle giustificazioni dell'intervento in Iraq? E dov'è quella bomba nucleare iraniana che per anni è stata utilizzata come motivo di allarme? Queste domande meritano una risposta. Perché oggi vediamo guerre, bombardamenti, interventi militari, pressioni economiche e accordi sul petrolio. E il mondo non può continuare a rimanere in silenzio davanti a tutto questo. Prima la Venezuela, con la cattura di Maduro e poi gli accordi sul petrolio. Poi l'Iran, con una guerra che ha provocato altre vittime e altre sofferenze. E intanto Trump continua a parlare come se gli Stati Uniti potessero decidere per tutti. NO, TRUMP. IL MONDO NON È DEGLI STATI UNITI. E complimenti a Lula per averlo detto senza paura. Non serve un padrone del mondo. Non serve un Paese che decida per tutti. Serve rispetto della sovranità, diplomazia, dialogo e soprattutto PACE. E se qualcuno commette crimini, che siano le istituzioni internazionali competenti a stabilire responsabilità e giustizia, senza che nessuno si metta al di sopra della legge. Il mondo ha bisogno di meno guerre e meno imposizioni, non di più. Dilma da Silva

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