Πέμπτη 17 Σεπτεμβρίου 2026

Nel giro di poche ore, tutti e quattro gli artisti di supporto ancora coinvolti nelle prossime date del tour di Ed Sheeran hanno annunciato il ritiro dalla tournée in solidarietà con il rapper statunitense, rimosso dalla parte americana del tour dopo alcune sue dichiarazioni pubbliche sul genocidio a Gaza. «Gli artisti non devono essere messi a tacere quando parlano per gli oppressi», ha spiegato Finneas, fratello e collaboratore di Billie Eilish. E ha aggiunto: «Sto con la Palestina e il suo popolo». Ancora più duro Aaron Rowe. Il cantautore irlandese ha ricordato il rapporto personale con Sheeran – «è stato un amico e ha cambiato la mia vita» – ma ha spiegato di non poter «stare a guardare e permettere ai miliardari di usare la loro posizione di potere per mettere a tacere le voci» che denunciano ciò che accade ai palestinesi. «Per continuare come se nulla fosse», ha scritto, «perderei ogni rispetto per me stesso». Anche Lukas Graham ha scelto di lasciare il tour, parlando di una «decisione difficile» e mettendo nel mirino il peso economico dei proprietari delle venue: «Il conto in banca di nessuno dovrebbe decidere chi può parlare o quali sofferenze possiamo riconoscere». La band irlandese Beoga, che accompagnava Sheeran sul palco, ha invece richiamato la storia del proprio Paese: «Siamo irlandesi e comprendiamo il colonialismo». Il gruppo ha ricordato di essere tra i fondatori del movimento Irish Artists for Palestine e di voler continuare a battersi per la giustizia. Il caso è esploso dopo un concerto del 4 settembre al MetLife Stadium del New Jersey. Macklemore aveva pronunciato un discorso a sostegno dei palestinesi. Successivamente, alcuni proprietari di stadi statunitensi avrebbero comunicato al promoter che non avrebbero ospitato gli spettacoli con Macklemore. Macklemore ha respinto l'accusa di antisemitismo e ha difeso il diritto di parlare della questione palestinese. Sheeran ha quindi preso pubblicamente posizione sulla vicenda, precisando però che l'esclusione di Macklemore non sarebbe stata una sua decisione, ribadendo di voler mantenere i propri concerti come spazi inclusivi e non politici. VD

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