Κυριακή 6 Σεπτεμβρίου 2026

Cari italianisti sardi del cazzo, nel bel mezzo del Mediterraneo c’è una colonia occupata da militari stranieri: si chiama Sardegna. È una terra che non vi appartiene, (bisognerebbe rivedere gli accordi tra massoni) dove muoiono di leucemia tanti militari sardi e tanti abitanti, colpita da un inquinamento silenzioso che continua a mietere vittime nell'indifferenza generale. E ancora perdete tempo a discutere e a sventolare bandiere palestinesi? Non esistono colonie diverse o sofferenze di serie B. Sventoliamo le bandiere sarde: prima si pensi ai problemi di casa nostra, poi a quelli degli altri. ​La Sardegna vive infatti da decenni una contraddizione profonda: un’isola straordinaria trasformata in un poligono a cielo aperto per forze nazionali e NATO, che concentra sul proprio suolo oltre il 60% dell’intero demanio militare italiano. ​I nodi irrisolti della questione sarda: ​Salute e ambiente: Le inchieste giudiziarie sui "veleni di Quirra", Capo Frasca e Teulada hanno evidenziato una presenza inquietante di metalli pesanti e sostanze tossiche, correlate all'aumento di leucemie, linfomi e malformazioni tra chi ha servito nelle basi e tra chi vive nelle aree limitrofe. ​Servitù e sovranità: Intere porzioni di costa, interno e specchi di mare restano interdette ai cittadini, paralizzando settori chiave come la pesca, l'agricoltura e lo sviluppo turistico locale. ​Priorità e politica: Il contrasto tra l'attenzione mediatica riservata alle crisi internazionali e il silenzio politico sul dramma sardo alimenta una profonda sensazione di abbandono. Per molti, la tutela della salute della propria gente e il riscatto della propria terra devono venire prima di qualsiasi altra causa geopolitica estera. Domenico Mele libero pensatore Sardo

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