Πέμπτη 16 Ιουλίου 2026

LAS MALVINAS SON ARGENTINAS di Roberto Vallepiano Gli argentini sono italiani che parlano spagnolo, sosteneva Jorge Luis Borges. Ieri nelle semifinali dei Mondiali si sono affrontate Inghilterra e Argentina e la mente non può non andare a quella fatidica partita che consacrò la Mano de Dios e un Diego Armando Maradona di una bellezza surreale. Dopo la sregolatezza della beffarda rete segnata di mano il genio di quello che fu definito "il Gol più bello della storia del calcio", con el Pibe de Oro che partì dalla propria metà campo dribblando tutta la squadra avversaria ed entrando in porta direttamente con la palla. Non era una semplice "partita". Perchè la FIFA è corruzione, business e servilismo politico ma il calcio è connessione sentimentale, popolo e passione. Allora tutto il mondo tifava gli scugnizzi rioplatensi contro l'arrogante Inghilterra, che proprio qualche tempo prima li aveva invasi militarmente annettendosi con la forza le Isole Malvinas, ribattezzate Falkland, massacrando 650 giovani argentini. Oggi l'osceno presidente argentino, il licantropo Milei, quello che dice si definisce "Più israeliano e statunitense che latinoamericano"; aveva bandito ogni riferimento alle Malvinas in quanto "messaggio di odio" diffidando i tifosi albicelesti dall'esporre striscioni e minacciandoli di severe ripercussioni. Ci hanno pensato i giocatori stessi. Dopo la vittoria hanno sfilato in mezzo al campo con lo striscione: "Le Malvinas son Argentinas".

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