Παρασκευή 14 Αυγούστου 2026

Il 14 agosto 1956, a Berlino Est, muore a 58 anni Bertolt BRECHT. Nel 1918 (aveva vent’anni), in un abbozzo del dramma “Baal”, fa dire al protagonista: “Lo confesso: io Non ho nessuna speranza. I ciechi parlano di via d’uscita. Io Ci vedo. Quando gli errori sono esauriti Siede come ultimo compagno Di fronte a noi il nulla”. In una poesia degli anni Quaranta, scrive: “Tutto si trasmuta. Cominciare da capo Tu puoi con l’ultimo respiro. Ma ciò che è stato è stato. E l’acqua Che hai versato nel vino, non puoi Più recuperla. C’ò che è stato è stato. L’acqua Che hai versato nel vino, non puoi Più recuperla. Ma Tutto si trasmuta. Cominciare da capo Tu puoi con l’ultimo respire”. Ossia, dialetticamente: dal ricominciamento l'irreversibilità, dall’irreversibilità al ricominciamento. Che si prospetta però dopo “l’ultimo respiro”. Un anno prima di morire, Brecht scrisse: “In caso di morte non vorrei che la mia bara fosse esposta al pubblico. Al funerale non si dovranno tenere discorsi. Vorrei essere sepolto nel cimitero vicino alla casa dove abito, nella Chausseestrasse”. Morì in seguito a un grave infarto non riconosciuto. Tre giorni dopo si svolsero i funerali in forma strettamente privata. Però aveva voluto una cassa di zinco, per essere protetto dai vermi. La classe operaia va in paradiso

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