Σάββατο 4 Ιουλίου 2026

Astor Piazzolla, passione e rivoluzione. Era il 4 LUGLIO 1992: moriva ASTOR PIAZZOLLA. “Sì, è sicuro, sono un nemico del tango; ma del tango come lo intendono loro. Se tutto è cambiato, deve cambiare anche la musica di Buenos Aires. Siamo molti a voler cambiare il tango, ma questi signori che mi attaccano non lo capiscono né lo capiranno mai. Io vado avanti, senza considerarli.” LIBERTANGO La mia libertà mi ama e le do tutto il mio essere La mia libertà squarcia la prigione delle mie ‎ossa La mia libertà si offende se ho paura di essere ‎felice La mia libertà nuda fa l’amore perfetto.‎ ‎ La mia libertà mi spinge verso ciò che non oso La mia libertà mi ama così come sono La mia libertà mi perdona se qualche volta ‎la perdo per cose della vita che non arrivo a capire. ‎ ‎ La mia libertà non tiene conto degli anni che ho, pascola infaticabile i miei eterni sogni. La mia libertà mi abbandona e non sono che un ‎povero fantasma, mi chiama e in un batter d’ali torno ad esistere.‎ ‎ La mia libertà comprende come io mi senta ‎prigioniero dei miei errori senza pentirmene. La mia libertà la vorrebbero la stella costretta a ‎brillare e l’atomo prigioniero. Essere libero! Che ‎mistero!‎ ‎ Essere libero. Quand’ero ancora nella sua ‎pancia mia madre mi diceva: ‎“Essere liberi non si compra, non è un dono nè ‎un favore” Io vivo del bel segreto di questa sfrenatezza. Se polvere ero e polvere sarò, sono polvere di ‎allegria, e in latte di anima fecondo la mia libertà in ‎fiore. ‎ ‎ Da bambino la adorai, crebbi desiderandola la mia libertà, donna di tempo e luce l’amo fino al dolore e alla solitudine.‎ ‎ La mia libertà mi fa sognare i miei amati ormai ‎morti La mia libertà adora i vivi che io amo La mia libertà mi dice, di tanto in tanto, ‎da dentro che siamo tanto felici quanto desideriamo ‎esserlo.‎ ‎ La mia libertà conosce colui che uccise ed il ‎corvo ‎ che soffoca e tortura la libertà del giusto. La mia libertà se ne sbatte di ipocriti e ignoranti La mia libertà sta in piedi fino a tardi con santi ‎e gaudenti. ‎ ‎ La mia libertà è tango sfrenato ed è blues ed è cueca, e choro, danzón ‎e romancero La mia libertà è tango, trovatore di villaggio ‎in villaggio ed è banda di strada e sinfonia ed è coro in abito ‎da cerimonia. ‎ ‎ La mia libertà è tango che balla in diecimila ‎porti ed è rock, malambo e salmo ed è opera e ‎flamenco Il mio libertango è libero, poeta e randagio vecchio come il mondo, semplice come ‎un ideale.‎ ‎ Da bambino la adorai, crebbi desiderandola la mia libertà, donna di tempo e luce l’amo fino al dolore e alla solitudine. La classe operaia va in paradiso

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